
Aggiornato il 01 Ottobre 2026
In Sintesi
– La sociologia dei consumi analizza i comportamenti d’acquisto dei consumatori e come riflettono la società in cui vivono.
– Le teorie di sociologia dei consumi sono fondamentali per il settore del marketing.
– Specializzarti in questo campo ti consente di lavorare come analista di mercato o brand manager.
– I percorsi universitari indicati per gli appassionati di sociologia dei consumi sono sociologia e comunicazione.
La sociologia dei consumi studia i comportamenti d’acquisto dei consumatori. Nelle società ipermoderne, infatti, le persone comprano beni per soddisfare i cosiddetti bisogni secondari. Cosa significa? La società dei consumi, diffusasi in occidente dopo la Seconda Guerra Mondiale, è caratterizzata da individui che comprano spinti da motivazioni sociali. I beni acquistati cioè servono a soddisfare bisogni come il mantenimento di un ruolo sociale, l’autogratificazione e così via. Ti piacerebbe approfondire le tematiche legate alla sociologia dei consumi? Continua la lettura della guida qui di seguito.
Cosa troverai in questo articolo
Il consumo come fenomeno sociale
La sociologia dei consumi si concentra sulle abitudini di acquisto degli esseri umani e le analizza per comprenderne il significato. Perché gli uomini comprano oggetti di cui non hanno bisogno? Quali sono le leve motivazionali alla base del consumismo moderno? Perché un brand diventa simbolo di un certo ceto sociale? Quando acquistiamo un prodotto vogliamo comunicare qualcosa all’esterno?
Sono queste le domande a cui risponde la sociologia dei consumi, fornendo delle conclusioni che diventano fondamentali per chi si occupa di marketing e comunicazione.
Questa branca è figlia del passaggio dalla società dei consumi alla società del consumismo. Con la rivoluzione industriale e le trasformazioni della società moderna, infatti, comincia l’evoluzione che porterà al consumismo attuale.
A partire dalla metà del Novecento, per esempio, in Europa Occidentale nasce la società dei consumi, in cui i beni non vengono più comprati solo per la loro utilità pratica.
La capacità di accesso ai consumi secondari diventa un fattore sociale. Moda, vacanze, automobili si trasformano in simboli. Se nella società contadina il risparmio era un valore e l’acquisto di beni secondari un disvalore, nella seconda metà del Novecento accade il contrario. Si sviluppa una cultura del consumo che attribuisce ai beni acquistati un significato simbolico. Gli acquisti comunicano agli altri a quale ceto sociale apparteniamo, definiscono il nostro status sociale.
Teorie e autori
Ma quali sono le principali teorie moderne della sociologia deli consumi? Nel 1979, il sociologo francese Pierre Bourdieu pubblicò il testo La distinzione. Critica sociale del gusto. Secondo Bourdieu, distinzione e consumo sono le due facce della stessa medaglia. Il sociologo, infatti, sosteneva che le persone usano la propria capacità di acquisto per distinguersi dagli altri. Detto in altri termini, comprare certi beni diventa un modo per marcare l’appartenenza a un preciso ceto sociale.
In anni più recenti, e precisamente nel 2007, il sociologo Zygmunt Bauman pubblica il libro Compro dunque sono. Cosa dice Bauman sul consumismo? Secondo il sociologo, gli uomini moderni vivono immersi in una società in cui noia e infelicità sono le due bestie nere da combattere. E l’acquisto di beni secondari, gioielli, macchine, viaggi, vestiti, è diventato lo strumento per combattere la noia. Di conseguenza, la società giudica persone di successo quelle che hanno la capacità di non annoiarsi (alta capacità di acquisto). Detto in altre parole, secondo Bauman la soggettività di un individuo, vale a dire la costruzione dell’io, passa attraverso le scelte di acquisto che compie ogni giorno.
